Volturno Morani

Volturno Morani
"Non inquinate l’azzurro del cielo: è un colore divino"
Volturno Morani
"Signore mio Dio, che regoli le leggi degli universi, che determini il principio e la fine di tutte le cose, che amministri la giustizia con divina imparzialità, che possiedi la sconfinata bontà del perdono, perdona i peccati e le debolezze del Tuo servo Volturno; fa che, alla fine dei suoi giorni terreni, riceva la grazia di comprendere i segni giusti, fa che, nell’attimo del trapasso, riesca ad individuare la giusta strada che conduce alla Tua dimensione, fa che, in quell’istante, possa pervenirgli un piccolo raggio di luce, quale guida sicura, nel meraviglioso passaggio che conduce a Te, e fa che non smarrisca la via."
Volturno Morani
"Vedo in una possente sintesi ogni cosa su cui ho lavorato nella mia vita; ogni cosa sognata e vissuta, vera o falsa, reale o irreale, permanente o eterna. Vedo nelle mie prospettive mentali Dio, l’uomo, il bene, il male, il tempo, lo spazio, la materia e il suo contrario: il creato tutto nella sua indescrivibile e non riproducibile sostanza e bellezza."
M.W.K.
"L'amour est la brise silencieuse dans la quelle se dévoile le visage du vrai Dieu."

Biografia

Volturno Morani, nato a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, il primo febbraio 1932, trascorre lì la sua infanzia e adolescenza. Rimangono vivissimi in lui i ricordi familiari, intensi e sfumati, quelli della linea gotica, e una forte nostalgia per la bellezza del luogo, dove avrebbe voluto tornare.

Discendente da una generazione di grandi pittori e scultori dell’Ottocento, tra cui Vincenzo Morani (Polistena 1809 – Roma 1870), ottiene il diploma in pittura e scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente si laurea in Architettura.

La prima adolescenza e giovinezza vedono l’artista impegnato tra la scultura d’accademia e una serie di rappresentazioni pittoriche di figurativo classico, seppure con un’impronta di originalità specifica. Nel frattempo, cresce in lui l’esigenza di un lavoro di ricerca estremamente elitario, che lo tiene lontano da ogni appartenenza di gruppo. Così, agli inizi degli anni ‘50, elabora una risposta personale e originale, sottraendosi alla moda imperante dell’informale.

La sua creatività, autonoma da qualsiasi influsso, lo porta inizialmente a ricercare soluzioni “semplici” ma assolutamente nuove nel panorama pittorico internazionale. Sperimenta le prime realizzazioni del simbolismo monocromatico, dando vita al Neo-Costruttivismo spaziale, di cui – già negli anni ‘60 – viene riconosciuto iniziatore e Caposcuola.

Contro l’abuso e lo scempio dei colori, la trascuratezza del disegno e l’assenza di armonia nella composizione, il giovane artista decide di dipingere un intero quadro con un solo colore, ritornando al disegno rigoroso e al pieno rispetto dell’armonia compositiva. Con i piedi sulla terra e la mente negli spazi siderali, nascono così le prime composizioni spazio-temporali, nelle varie gradazioni del solo colore azzurro, che costituiscono la base del suo nuovo linguaggio pittorico.

Negli anni ‘70, il Maestro arricchisce le tematiche spaziali, anticipando i tempi della scienza e dando forma e colore all’altra dimensione, quella che non vediamo ma che è sostanziale alla nostra. Nasce così il quadro bicromatico, in cui il colore rosso rappresenta la materia occulta o invisibile, che gli scienziati avrebbero identificato solo nel 1993.

Molti viaggi e numerosi incontri con pittori, tra studi, atelier e piccoli musei privati, caratterizzano il suo percorso. Ovunque si trovi, è sempre alla ricerca della vera vita della gente, lontano dalla mondanità e dalle ufficialità.

Gli anni ‘80 sono intensissimi sotto il profilo professionale: scrive libri tecnici di ingegneria sismica, viaggia per lavoro in tutta Italia e consegue la Laurea in Teologia presso l’Università Lateranense di Roma. La sua arte recupera la figura umana (Le icone nel cosmo), accetta più facilmente di esporre su invito e propone una svolta ardita: la nuova figurazione, inserita nella pura tecnica neocostruttivistica. Nascono così le icone sacre, opere di intensa spiritualità in cui la dimensione invisibile coincide con la materia divina, sempre presente.

Gli anni ‘90 segnano la piena maturità artistica e morale. Il neocostruttivismo si umanizza con i volti della gente reale. Impegni di lavoro e di arte lo portano a viaggiare costantemente, anche all’estero.

Con l’arrivo del Nuovo Millennio, partecipa alla produzione artistica per il Giubileo e realizza mostre di prestigio dedicate al ciclo del “Padre Nostro” e alle icone sacre, accanto a riproposizioni del suo puro concettualismo simbolico.

Il Maestro Volturno Morani ha imboccato la strada che conduce alla dimensione divina il giorno 3 novembre 2004, da San Prospero, dalla sua casa blu.

Elenco Mostre

2024 inaugurazione collezione permanente presso la CASA BLU di VOLTURNO MORANI a San Prospero (MO)
2023 mostra personale delle Opere di Volturno Morani al MAD Mantova art design.
2021 Partecipazione con due Opere di Volturno Morani alla triennale arti visive di Roma – Palazzo Borghese.
2015Palazzo Regione Toscana – Trofeo Morani, patrocinio MIBAC
Maggio 2013 – Palazzo Pretorio Figline Valdarno, – Volturno Morani Costruttore d’infinito
2009–2010Palazzo dei Pico Mirandola – Premio Internazionale Volturno Morani, patrocinio MIBAC
Novembre 2008Sala delle Colonne Nonantola – LA quarta dimensione dell’anima
Aprile 2004Ca la Ghironda, Zola Predosa (BO) – Preghiere dipinte
Dicembre 2003Taverna Napoleone, Castelnuovo Rangone (MO) – Una venere saluta San Valentino
Marzo 2002Museo Diocesano Arte Sacra Mantova – Via Verità, Vita, arte sacra del terzo millennio, patrocinio comune e provincia di Mantova
Marzo 2001 – Milano – San Prospero (MO) – 50esimo anno di pittura
Novembre 2000Chiesa San Michele Arcangelo, Montale Rangone – Dipinti per il Giubileo
Marzo 2000Chiesa del Voto Modena – Le 7 opere del Padre Nostro, Dipinti per il Giubileo, presentato da Pietro Amato, direttore Museo Storico Vaticano.
Agosto 1999Piscine Casanova, San Pietro in Elda (MO) – serata con l’autore
1998Chiostro Sant’Agostino, sala dei Putti; Pietra Santa (LU)/Nonantola (MO) palazzo municipale – Icone nel Cosmo – patrocinio Pietra Santa e Nonantola
1997Grand’hotel Valleverde, Chiunzi (SA) – Le raffigurazioni cosmogoniche di Morani
1992–1993Sala delle Colonne, Nonantola (MO) – le geometrie di Morani, fervido inventore di forme.
1993 –  Villa Rufolo, Ravello (SA) – il neo costruttivismo spaziale nell’arte figurativa.
Settembre 1989, Chiesa del Paradisino, Modena (MO) – Guardando il 2000, 52 quadri del capo scuola del Neo Costruttivismo Spaziale – patrocinio comune e provincia
1986Palazzo municipale Sarno (SA) – La quinta dimensione – personale dell’artista – patrocinio del comune
Giugno 1984Santa Maria fuori le Mura, Nonantola (MO) – Le nuove icone di Morani.
1977Museo Sirena, New York (USA) – personale dell’artista con conferenza, dibattito e proiezioni.
1972Istituto D’Enza (NA) – personale con il maestro Domingo Notaro, in occasione presentazione film Nino Manfredi: per grazia Ricevuta.
1970Targa D’orgo Mergellina (NA) – tempo geometrico nello spazio
1968 Capri (NA), personale con l’autore Sirena.
1967 Salone Alfa Romeo Napoli (NA) – velocità e spazio
1966Galleria Pater Milano (MI) – Spazio Tempo Visione, mostra inaugurale trasmissione televisiva: cronache d’arte RAI.
Anni 60 esposizioni private, tra le quali annoverare esposizione presso sede N.A.T.O Bagnoli (NA)

Hanno detto dell'artista...

Michele Fuoco 1993

Le Geometrie di Morani

Esiste un linguaggio concreto che va oltre le forme reali, quelle del figurativo. Lo hanno intuito e promulgato, qualche decennio fa, alcuni movimenti dell’arte di area astratta, sostenendo, fra l’altro, che non vi fosse nulla di più concreto delle forme della geometria. E, forse, da queste premesse nasce il Neo-Costruttivismo Spaziale di cui Volturno Morani, impegnato in una mostra nella Sala delle Colonne, in cui espone oltre 50 dipinti, viene considerato caposcuola. Opere in cui il pensiero si fa spesso forma geometrica, struttura architettonica, racconto da inventare e motivare di continuo e nel quale consegnare le premurose giustificazioni del suo animo, rivolto ad indagare sull’inizio e la fine dell’universo, sulla genesi delle cose, su problemi che toccano la sfera dei grandi problemi dei grandi eventi del nostro tempo.

Pino Zanchi 1996

La matematica poesia di Morani

Spazio-tempo-visione, ecco i tre punti base della pittura di Volturno Morani, prestigioso pittore fiorentino, che si è presentato alla Galleria “Pater” di Milano in via Borgonuovo 10. L’autore non ha, certo, improvvisato il genere: vi lavora da oltre una decina di anni e, da quanto abbiamo potuto constatare, con risultati particolarmente positivi. Pur operando nel preciso binario matematico, Morani sà dare alle sue creazioni quella luce e quel respiro, che possiamo ben definire spirituali: pianeti e galassie, mondi lontanissimi sono rievocati, in una tonalità bianco-azzurra dalle innumerevoli sfumature, come altrettanti “spunti” di visioni ove la poesia non manca mai.

Pierre Restany 1967

Il Duemila non è lontano

Ci troviamo di fronte ad una delle caratteristiche dell’arte sperimentale di oggi: abbiamo da fare con proposte di spazio piuttosto che con proposte di immagini. Ecco perchè l’intuizione di Volturno Morani appare profetica. Dal colore puro di un quadro monocromo emana una quantità di energia in diffusione spaziale, che “impregna” lo spettatore. Tale impregnazione, è il rapporto fra lo spazio fisico e lo spazio psichico di un’opera d’arte: per ottenerlo Morani non ha esitato ad annettere il vuoto cosmico.

Giuseppe Cordoni (La quarta dimensione dell’anima 2009)

Sentire i prolungamenti del nostro essere con il mondo

Dagli inizi degli anni ‘50 sino al 2004, anno della sua scomparsa, per oltre mezzo secolo, l’appassionata ricerca pittorica di Volturno Morani, non ha mirato che a farsi interprete d’una sua personalissima concezione figurale. Quella che attraverso una coerente evoluzione stilistica sarebbe giunta a tradursi in icona dell’invisibile, protendendosi oltre l’evidente, immediata opacità del mondo che ci circonda. In un’epoca dominata da una sconvolgente accelerazione scientifica, la percezione intuitiva dell’artista non poteva restarsene a ritroso. Là, ove le provvisorie scoperte della scienza si spingevano verso dimensioni invisibili e smisurate (nelle più intime strutture della materia come nelle più vaste, cosmiche immensità) non toccava forse all’immaginazione pittorica l’arduo compito di precorrerne la visione? Abbracciare l’immagine di questi nuovi mondi con uno sguardo ancora illuminato da un senso di religiosa meraviglia? Adeguare la nostra vecchia, limitata percezione dello spazio e del tempo ad altre, impensabili prospettive?

Italo Frigeri 2001

Giubileo 2000, l’artista fiorentino in mostra a Mantova

Nuova svolta nella pittura moderna con la testimonianza di Volturno Morani artista fiorentino trapiantato nel modenese, una voce colta che ha innescato un movimento artistico di rottura e superamento delle variegate correnti figurative che hanno caratterizzato il panorama dei primi decenni del Novecento. Nei suoi quadri, vere “Icone nel cosmo”, si fondono sia gli aspetti della scienza sia quelli della religione per coniugare scienza e fede. La tecnica del Neocostruttivismo rimane intatta ma ecco apparire nelle tele un secondo colore: il rosso. A testimonianza di una dimensione non umana, non razionale. Nei periodi successivi, il Morani caratterizza la sua produzione anticipando pure grandi scoperte scientifiche come le “particelle invisibili”, anticipazione sulla scienza da momento che solo nel 1993 gli astrofisici ne comunicano la grande scoperta scientifica.

Don Franco Pierini, già direttore di Famiglia Cristiana 1999

Preghiera recitata in sette opere

Contemplando attentamente le realizzazioni artistiche di Volturno Morani, e in particolare quelle da lui dedicate alle “Sette opere del Padre nostro“, è quasi istintivo intuirvi la compresenza della riflessione scientifica e dell’immaginazione artistica. Come chiamare questa forma di conoscenza che offre al visitatore stupito la percezione fulminante dell’”universale concreto”? I critici lo chiamano “costruttivismo”. Noi diremmo che, oltre la scienza e l’arte stesse, è la rappresentazione (nella maniera possibile all’uomo) dello Spirito stesso. Insomma, è rappresentazione “mistica”, che ogni mistico forse realizzerebbe, se fosse anche artista come Morani.

- 01.11.1932 - FIGLINE VALDARNO
- 03.08.1953 - NAPOLI
- 03.11.1932 - FIGLINE VALDARNO
- 11.07.1933 - CON LA MAMMA
- 21 MARZO 2001
- 1935 - CON GIANNI al MARE
- 1950 - NAPOLI
- 1951 - CON I COLLEGHI DI ACCADEMIA
- 1951 - SPIAGGIA DI LUCRINO
- 1953 - NAPOLI
- 1958 - ANGRI
- 1958 - NAPOLI - STUDIO CARPINELLI
- 1961 - TRA I BARACCATI DI TRAIANO
- 1974 - STUDIO GALLERIA
- 1998 - 25 DICEMBRE 1
- A 28 ANNI
- A 32 ANNI
- A 39 ANNI
- A 45 ANNI
- A 48 ANNI
- A 63 ANNI
- MARZO 1999
- SETTEMBRE 1998 2
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